Intervista a Elio e le Storie Tese A Sanremo, Vincere l’odio e arrivare quarti. Anzi, essere eliminati*

EEST, ovvero Elio e le Storie Tese, quelli delle grandi verità (La musica balcanica ha rotto i coglioni…, Complesso del primo maggio). Quelli che hanno esordito proprio nella terra dei fiori con La terra dei cachi, quelli che, in questa edizione, sono senza Rocco Tanica perché sarà l’inviato speciale per Carlo Conti in diretta dalla sala stampa.

Elio, sempre secondi a Sanremo. Questa è l’edizione della vittoria?
“No! Non abbiamo mai puntato al podio, vogliamo arrivare quarti da sempre. Anzi, nel 2016 vogliamo essere eliminati e poi ripescati dal pubblico, sarebbe il cammino più interessante. Invito il pubblico a eliminarci. E poi a ripescarci”.

Il 2016 è l’anno di Vincere l’odio. Ovvero?
“Beh, Vincere l’odio sintetizza una carriera in cui abbiamo sempre avuto questo credo: abbasso l’odio, viva l’amore”.

Qualche anticipazione sull’album?
“Bisogna aspettare. Anzi, no, una posso dartela: conterrà delle canzoni”.

Allora qualche anticipazione sul vostro look a Sanremo…
“Look significa guardare. Allora il nostro sarà un look, quindi un guardare, interessante e provocatorio, nel senso che provoca una reazione. Non bello. Anche se per noi bello lo è”.

Eh? Per scoprirlo tocca aspettare l’esibizione sul palco. Tocca aspettare anche per la loro cover: una “versione italiana della Quinta di Beethoven tratta dalla colonna sonora de La febbre del sabato sera”. Eh?

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